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INTERVISTA AL NOTO GIORNALISTA FABRIZIO PERONACI

INTERVISTA AL NOTO GIORNALISTA FABRIZIO PERONACI

INTERVISTA IN ANTEPRIMA AL GIORNALISTA SENZA PAURA, FABRIZIO PERONACI, CON LE SUE BRILLANTI INCHIESTE/VERITA’ E’ DIVENTATO PIU’ BRAVO DI UN PM DELLA PROCURA REPUBBLICA, spesso riesce a scoprire la verità prima della Polizia, ovvero Lui arriva dove PM e Polizia non riescono ad arrivare.

Peronaci, è come una specie di detective del giornalismo, coraggioso e rampante, molto temuto dalla malapolitica e malagiustizia.

BRILLANTE AUTORE DEL LIBRO    “LA TENTAZIONE”, IN USCITA il 13 APRILE pv, anche lui è un figlio di Calabria,con Soverato nel cuore, emigrato a Roma da giovane per lavoro e per la passione del giornalismo, di cui ne è diventato ottimo protagonista.

Con il suo giornalismo verità/inchiesta sta facendo tremare i polsi, e sudare i piedi, non solo ai vertici di AMA spa/Rifiuti tossici e derivati del Comune di Roma, ma adesso perfino ai vertici del sacro Vaticano, a cui chiediamo almeno una risposta al libro in questione.

Leggere i suoi articoli e commenti sul Corriere della Sera è come godere di una bella musica.

Ciao Fabrizio, perché hai scelto questo titolo?


"Va fatta una premessa: 'La tentazione' è una storia vera, della quale sono riportati nomi, cognomi e fatti documentati. Il titolo riflette il tema di fondo ed è quindi sorto quasi spontaneamente. Perché il libro racconta qualcosa di molto autentico e naturale: la passione e l'amore tra uomini e donne, oppure solo tra uomini, o solo tra donne. Nulla di sconvolgente, mi dirai. Certo, se non fosse che l'indagine si svolge in un ambiente particolare, quello religioso. Ho motivo di ritenere che tale argomento, nonostante le aperture di un Papa rinnovatore come Francesco, darà fastidio a molti ecclesiastici. Ipocrisia e reticenze ancora prevalgono".

D.  allora forza, rompi l'embargo e anticipa qualcosa! Dettagli, curiosità, trama...

“I protagonisti sono una professoressa di lettere in pensione, che ha deciso di alzare il velo dell'ipocrisia sulla sua trentennale storia d’amore, e il compagno, un alto prelato dal quale ha avuto due figlie. Padre Edoardo Raspini, detto Eddy, figura molto conosciuta nella congregazione dei Carmelitani Scalzi, fu Superiore dell'ordine di Santa Teresa negli anni Settanta. Il libro è animato anche da un gruppetto di monaci di non provata dirittura morale, coinvolti in truffe milionarie e nel furto di un dipinto rubato in un convento; da una suorina pia e devotissima, incline a innamorarsi degli uomini sbagliati; da soggetti della malavita e dell’eversione nera; e da un frate onesto e coraggioso, che in tempi recenti ha fatto emergere uno scandalo sessuale senza precedenti, sul quale presto dovrebbe aprirsi il processo canonico, che è andato avanti per oltre dieci anni, con gravi rischi di contagio dell'Aids, all'interno della Curia generalizia dei Carmelitani".

Da come lo descrivi, quello fra i protagonisti appare come un grande amore. Giusto?

"Certamente. L'amore tra padre Edoardo e la Dama Nera, nato nell'Italia clericale e bigotta degli anni Sessanta, è un miracolo della vita. Sfida ogni convenzione, vive sul filo della gioia dell'incontro e delle emozioni quotidiane, si impone contro qualsiasi ostacolo e burrasca. La scena della loro prima volta in macchina, una Fiat Primula bianca, mi ha fatto tornare alla mente le grandi passioni ottocentesche”.

La storia del dipinto rubato invece? Di quale tela si tratta e cosa c’entra la Dama Nera?

“Il quadro, un Gherardo delle notti che raffigura Gesù adolescente e San Giuseppe nella bottega da falegname, fu rubato nel 1975 a Monte Compatri. I malavitosi condannati per il furto, due estremisti di destra, uno dei quali ancora rinchiuso nel carcere di Spoleto, agirono con la complicità dei frati. Oggi, vinte omertà e reticenze, non dovrebbe essere complicato recuperare il dipinto, che all'epoca fu piazzato in Svizzera. La Dama era presente nel viaggio in macchina, con la tela nel bagagliaio, e oggi si dice quasi certa che il clamore attorno al libro consentirà di recuperare l’opera, per restituirla alla collettività”.

Cosa confidi di ottenere raccontando questa storia?

La storia di Eddy e della Dama Nera dovrebbe indurre la Chiesa a compiere un passo in avanti verso l'abolizione dell'obbligo del celibato. Papa Francesco ha fatto cenno a questo tema più volte, parlando non casualmente di “prassi” e non di “dogma”, ma è come frenato: credo tema una reazione contraria, quasi un riflesso condizionato da parte di ambienti religiosi conservatori, che possa indebolirlo. Invece questa, a detta di molti, è l'unica strada percorribile. Concedere ai religiosi una vita sentimentale piena contribuirebbe a frenare il calo di vocazioni, a rilanciare la credibilità della Chiesa, ad avvicinare i sacerdoti al popolo di Dio e - dettaglio non marginale – a cancellare l'obbrobrio dei preti pedofili e dei troppi scandali, che fanno passare in secondo piano l’impegno e la generosità della stragrande maggioranza di sacerdoti perbene”.

Hai mai pensato al fatto che qualche cattolico possa rimanere offeso dal tuo racconto?

Certo, mi sono posto il dubbio, e ciò mi ha indotto a una cautela in più nella scrittura, nei toni. Mentre, per quanto riguarda i contenuti, mi sono attenuto a una regola severa: non censurare nulla. In ogni caso, confido nell’esatto contrario. Portare in primo piano l’autenticità dei sentimenti, raccontando l’amore e i suoi tormenti, senza atteggiamenti ideologici o moralistici, ritengo sia apprezzato da chiunque, credente o non, consideri un dono la vita e ponga al centro il rispetto degli altri”.

Gli intrighi e i misteri della Chiesa sembrano interessarti molto. Perché? Non credo sia solo questione di sensibilità religiosa.

“Hai ragione, nei precedenti libri ho approfondito gli intrighi all’ombra del Vaticano che negli anni Ottanta del secolo scorso hanno dato a vita a una fase storica terribile, segnata da fatti di sangue, menzogne e omertà di Stato. Diciamo che detesto le soluzioni facili e il conformismo, mi piace scavare nelle contraddizioni, adoro le persone sofferte e complicate. Mi viene in mente un verso bellissimo che mi colpì da ragazzo e ha di certo pesato su questa mia inclinazione: il selvaggio dolore di essere uomini. Era di Pier Paolo Pasolini”.

Sei cattolico?
“Seppure tra le righe, mi pare di aver già risposto.”

Ti sarebbe piaciuto conoscere Eddy? Se fosse stato possibile, oggi, cosa gli avresti detto?

“Caro padre Edoardo, gli avrei detto, ti capisco. I tuoi tormenti e i tuoi errori ti rendono più vero. Ti fanno scendere dal pulpito e avvicinare a tutti noi, credenti, atei, agnostici… Hai vissuto, hai amato, hai procreato. Talvolta sei scivolato e ti sei rialzato. Che Dio te ne renda merito”.

E su di lei, sulla Dama Nera, cosa dici?

"Che è una donna unica e sorprendente, ironica e furente, coraggiosa, sensibile, disincantata. Ha messo al centro della sua vita l'amore, ha pagato i suoi prezzi e non rinnega nulla. Le sue figlie fanno bene a esserne orgogliose"                                                             il lupo della Sila CS

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