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BRACCIANO: ECCOLO IL GIORNALISTA FABRIZIO PERONACI

BRACCIANO: ECCOLO IL GIORNALISTA FABRIZIO PERONACI

Presentazione Personaggio:

Fabrizio Peronaci ha sangue di Calabria, i genitori sono di Soverato.Lui ogni anno,da sempre, lascia Roma per passare Agosto a Soverato.

< Le mie sono vacanze di lavoro in Calabria. Le bellezze naturali della Amata nostra terra di Calabria,mi danno relax e forza intellettuale, e preparo i miei nuovi programmi sin da settembre pv>,ha osservato il mitico Fabrizio.

A Roma, Peronaci ha fatto tremare i palazzi della politica e del potere con le sue inchieste giornalistiche.Lui è più incisivo di un PM.Vedi anche sue inchieste su Comune di Roma sul Corriere della Sera sulla Sindaca di Roma,Virginia Raggi e l'Assessore ai Rifiuti tossici Paola Muraro. A fine Agosto pv sarà allo splendido Circolo CONI CANOTTAGGIO di LORICA CS,per presentare il suo ottimo libro, quale giornalismo di assalto e rampante, e per abbracciare i suoi amici di Calabria: Siete tutti invitati.

Chiedere accredito con email per accesso alla sala a questo giornale, organizzatore dell'evento.

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Dagli scandali della Chiesa alle bugie sulla fine di Moro

Peronaci-Cucchiarelli, due libri-verità presentati a Bracciano

 

Gli scandali e le omertà nella Chiesa, i depistaggi sulla fine di Aldo Moro. Presentazione congiunta di grande interesse, nel Municipio di Bracciano, di due libri-verità destinati a far discutere: si tratta de “La tentazione” di Fabrizio Peronaci, caposervizio al Corriere della Sera, già autore di due volumi sul caso Orlandi, e di “Morte di un presidente”, di Paolo Cucchiarelli, anche lui caposervizio ma all’Ansa, dove da sempre si occupa di inchieste di grande impatto nazionale e internazionale. Il dibattito nell’aula consiliare della cittadina lacustre si è sviluppato su temi di attualità e di grande peso per una democrazia, come il rapporto tra governanti e governati, la trasparenza delle istituzioni, l’autonomia dell’informazione e il ruolo (spesso negativo) della ragione di Stato.

Fabrizio Peronaci ha insistito sulla necessità di percorrere fino in fondo la strada del rinnovamento della Chiesa predicato da papa Francesco, facendo luce sulle vicende raccontate ne “La tentazione”. Si tratta di una storia vera, resa nota dal Corriere della Sera nel 2015, quando alcuni frati della curia generalizia dei carmelitani scalzi e della parrocchia di Santa Teresa, a corso d’Italia, furono al centro di uno scandalo sessuale che scosse il Vaticano. L’accusa, sostenuta da numerose prove, consisteva in incontri clandestini con prostituti nella vicina Villa Borghese, in palese violazione degli obblighi di povertà e castità.

Il romanzo-verità ripercorre anche,  senza pudori e reticenze, la passione tra una professoressa di lettere e un eminente carmelitano, padre Edoardo Raspini, detto Eddy, coinvolti negli anni Settanta nel furto di un prezioso quadro del Gherardo delle Notti nel convento di Monte Compatri, che ora figura tra i 25 capolavori d’arte più ricercati al mondo. Padre Raspini fu a lungo in servizio nelle parrocchie dei quartieri-beni di Roma e i più anziani abitanti dei Parioli potrebbero ricordarlo anche al ristorante “Caminetto”, dove cenava spesso con la sua compagna, attovagliato a fianco a onorevoli democristiani e monsignori. Quanto ai fatti di Villa Borghese, la denuncia del 2015 nacque da una lettera scritta da oltre cento parrocchiani: il relativo dossier pubblicato in allegato a “La tentazione” è sulla scrivania di papa Francesco, in attesa di provvedimenti, e metterà alla prova la vera (o presunta) capacità di rottura con il passato del pontefice argentino.

Paolo Cucchiarelli, per esporre le novità frutto del suo lavoro d’inchiesta, ha invece dato vita a una simulazione in mezzo alla sala comunale, invitando uno spettatore a sedersi su una panca, nel ruolo dell’onorevole Moro, come se questa fosse il sedile della Renault rossa trovata in via Caetani, con il corpo nel bagagliaio. La tesi dell’autore di “Morte di un presidente” – suffragata da nuove perizie e da una solida ricostruzione dei fatti – è che l’esponente Dc, in quei tragici 55 giorni del 1978, non fu tenuto prigioniero sempre nello stesso covo, ma ne cambiò almeno quattro (uno dei quali proprio nella zona di Bracciano). Inoltre, secondo Cucchiarelli, la dinamica dell’omicidio fu profondamente diversa da quella ufficiale, raccontata dai brigatisti: Moro non fu ucciso all’alba in garage e poi caricato nel retro della Renault, ma assassinato a freddo, durante il percorso in auto, da un affiliato calabrese delle Br, che gli sparò otto revolverate al petto, mentre “il presidente era tranquillo, tanto che dall’autopsia non emersero tracce di adrenalina, e pensava di essere liberato a breve”. Tutta un’altra storia, insomma. Peronaci-Cucchiarelli: due giornalisti investigativi che procedono sulla stessa lunghezza d’onda, per fare luce sui misteri d’Italia, alcuni dei quali, come è spesso accaduto e continua ad accadere, intinti in salsa vaticana.

ALESSIA MORELLI

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