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BRACCIANO,FESTA FORZE ARMATE

BRACCIANO,FESTA FORZE ARMATE

Oggi ci ritroviamo dinanzi a questo monumento per compiere un gesto semplice e solenne: dare un nome al silenzio. Il 4 Novembre ricorda la fine della Prima guerra mondiale e le vite spezzate di un’intera generazione. Questa giornata è memoria. È lutto composto. È responsabilità.
Ringrazio le Forze Armate qui presenti. Il vostro servizio – nelle missioni di pace, nelle emergenze, nella protezione civile – è un servizio alla comunità. A voi va il rispetto della nostra città. Proprio per questo, in un giorno come questo sento il dovere di dire parole chiare e oneste, nel segno della Costituzione, che all’articolo 11 afferma: “L’Italia ripudia la guerra”. Non è una formula di rito: è un indirizzo morale e politico a cui siamo chiamati tutti noi. È un patto tra generazioni.
Onorare i caduti non significa esaltare la guerra. Vuol dire, al contrario, imparare dalla loro morte. Ogni nome impresso sulla pietra ci ricorda che la guerra non è mai un’astrazione: è la fine di un ragazzo, di una madre, di una famiglia. È l’interruzione di un futuro. Per questo, per noi, il 4 Novembre è memoria che ci responsabilizza e ci obbliga a scegliere con nettezza la via della pace giusta, del dialogo, della diplomazia, della cooperazione fra i popoli.
Siamo consapevoli del mondo difficile in cui viviamo. Vediamo conflitti aperti e sofferenze immani. Ma proprio per questo abbiamo bisogno di un’idea di sicurezza che metta al centro la vita: la sicurezza delle scuole che funzionano, del lavoro dignitoso, della sanità che cura, delle città inclusive. È una sicurezza che non contrappone civili e militari: li mette dalla stessa parte, quella della tutela delle persone e dei diritti.
Come Comune, assumiamo e rinnoviamo l'impegno concreto alla cura della memoria: continueremo a lavorare con le scuole e le associazioni perché la storia non sia retorica, ma coscienza critica. La memoria non divide: illumina. E ciò che è illuminato può essere cambiato.
Assumiamo e rinnoviamo l'impegno concreto all'educazione alla pace e alla nonviolenza,  promuoveremo percorsi formativi per i giovani – sull’ascolto, la mediazione, il rispetto delle differenze – perché la pace si costruisce prima che scoppi il conflitto, nelle parole che usiamo e nei gesti quotidiani.
Assumiamo e rinnoviamo l'impegno concreto
a sostenere chi porta il peso della guerra: vicinanza alle famiglie dei caduti e dei reduci, attenzione a chi rientra dalle missioni, accoglienza umanitaria per chi fugge dai teatri di guerra. Ogni vita salvata è una vittoria della nostra comunità.
Io credo che la forma più alta di onore verso i caduti sia scegliere la pace e pretendere istituzioni all’altezza di questa scelta: trasparenti, giuste, capaci di disinnescare le cause dell’odio e di costruire ponti dove altri alzano muri. Le risorse sono sempre scelte: come amministratori dobbiamo orientarle verso ciò che rende la società più umana e più sicura.
Chiedo a tutte e tutti – e in primo luogo a me stesso – un supplemento di responsabilità: rifiutare il linguaggio dell’odio, della semplificazione, del nemico per definizione. Le guerre iniziano spesso molto prima degli spari: iniziano quando smettiamo di riconoscerci come persone.
Oggi non celebriamo la guerra. Onoriamo le vittime. E rinnoviamo un patto: che questa città continuerà a servire la pace con i fatti, nella legalità, nella solidarietà, nella partecipazione civica.
È il modo più serio per ricordare, per rispettare, e per scegliere – ancora una volta – la strada della pace.
È il modo più serio per dire “grazie” a chi non c’è più.

IL SINDACO BRACCIANO,MARCO CROCICCHI

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